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Scandaloso degrado nella Spina Verde, tra droga e sporcizia: cosa c'è nella palazzina del vecchio ospedale

Decine di tossici e disperati frequentano il G.B. Grassi

Siringhe, farmaci, giacigli e quantità industriali di rifiuti e sporicizia. Entrare nell'edificio abbandonato G.B. Grassi (palazzina che fu di pertinenza del vecchio ospedale Sant'Anna) significa varcare la soglia di un altro mondo, fatto di degrado, disperazione e, con molta probabilità, di delinquenza. Perché dove c'è droga spesso c'è anche criminalità.

Alla redazione di QuiComo è pervenuto questo reportage realizzato da un paio di coraggiosi (l'aggettivo in questo caso non ci sembra esagerato) reporter. Si tratta di scatti che forse per la prima volta restituiscono l'immagine vera e concreta di ciò che si nasconde in questo angolo di città, situato nel parco protetto della Spina Verde, lontano dagli occhi dell'opinione pubblica. 
Nonostante le numerose segnalazioni ed episodi di delinquenza registrati lungo la strada sterrata che da piazza Camerlata porta al Baradello e al parco Rimembranze, la situazione è in via di peggioramento. Nessun reale intervento è stato eseguito dalle autorità cittadine e dalle forze dell'ordine per porre rimedio a una situazione di degrado notoriamente legata alle cattive frequentazioni della palazzina G.B. Grassi. 
Viene spontaneo chiedersi come mai sia impossibile intervenire anche a fronte di un'evidente condizione di insicurezza, come dimostrato da lettere, denunce ed esposti presentati alle forze dell'ordine (in un caso addirittura dallo stesso ente Spina Verde). Si deve per forza attendere che succeda l'irreparabile? Magari come nel quartiere romano di San Lorenzo? Potrebbe anche essere che non si debba aspettare a lungo se si pensa che all'interno di questa fatiscente palazzina i giacigli e le altre tracce umane sembrano testimoniare il passaggio e la presenza di numerosi individui. I fornelli e le bombole di gas usate per cucinare o per scaldarsi saranno sempre utilizzati in modo corretto? O forse un bel giorno vedremo fiamme levarsi dalla palazzina e magari bruciare piante e alberi del parco? A quel punto di chi sarà la colpa? Solo della proprietà dell'area o anche delle autorità che non sono mai intervenute in modo efficace, magari anche solo attraverso una "moral suasion" nei confronti di Cassa depositi e prestiti che gestisce il fondo proprietario dell'ex sanatorio G.B. Grassi?
Adesso, dopo questo reportage, non si può più fare finta di nulla. Voltarsi dall'altra parte significherebbe essere corresponsabili nel caso succeda, Dio non voglia, l'irreparabile.

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